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GLOSSARIO DEL DIALETTO PENNESE (PDF 9,6 Mb)

Pubblicato nell'anno 1994

dal Prof. Pietro Di Pierdomenico


 

Vocaboli che scompaiono

da: “L’ECO DELLA MEMORIA” della Maestra Lina Frattarola - 2010

 

- La 'mpanate: zuppa ottenuta bagnando il pane raffermo con il latticello (liquido che resta   dopo aver estratto il formaggio e la ricotta dal latte.
- La trocche: vasca di legno per pigiare l'uva.
- Lu trocche: vasca di legno stretta e lunga dove mangiavano i maiali (trogolo).
- La muscischie: carne di pecora essiccata.
- Li cionne: mele tagliate a fette e fatte essiccare.
- Lu sprisciocche: cagliata stretta fra le mani per eliminare il latticello.
- Lu 'ndalisce: persona insignificante fisicamente e moralmente.
- Lu jaccule: corda più piccola della fune legata al basto.
- La racciappele: grappolo d'uva.
- La ciarrocche: grappolo di frutta come prugne, more ecc.
- Lu scijaune: temporale estivo improvviso e passeggero.
- Lu scliccuje: buccia dell'acino d'uva.
- Lu sgrugnone: schiaffo sul muso.
- Na leure: un pochino.
- La schiariche: la scheggia.
- Lu mandricchione: lo strofinaccio.
- Lu sparone: lo strofinaccio arrotolato a cercina.
- La mandricchie: il tovagliolo.
- La vadarole: il buco alla base dell'uscio per far passare il gatto.
- La vilocche: la chioccia.
- La ciammaiche: la chiocciola o lumaca.
- Lu rintrocile: matterello per la sfoglia.
- Lu papille: lo stoppino.
- Lu munnulone: grosso straccio legato in cima ad un bastone per pulire il forno a legna.
- Lu vrinzale: stalattite che si forma con lo scioglimento della neve e penzola dai tetti e   dalle   grondaie.
- Lu staccone: il piccolo dell'asina.
- La ciarmarelle: farfalla, falena.
- Lu cibbullè: giubileo, confusione.
- Lu ciampine: moscerino.
- Lu spicciatore: il pettine.
- Lu strocce: il pettine.
- La piscauje: la pozzanghera.
- La ranare: la scopa.
- Lu mallaune: il manipolo.
- La munnarole: piccola scopa per pulire il tavolo o il caminetto.
- La prubenie: misto di cereali e legumi da dare agli animali da soma.
- Li carracine: fichi secchi.
- Li tucche: gli accidenti.
- La scroje: pezzo di canna appuntita per pulire le scarpe.
- Nalla 'ndrangulite: tempo che intercorre tra il tramonto e l'imbrunire.
- La begge: zuppa di verdura o fagioli riscaldata con pane raffermo.
- Lu ziga-ziga: la coccinella.
- Lu pindolle: bastone con la frusta ad una estremità e una paletta di ferro per pulire il   vomere   all'altra.
Lu sterre: attrezzo in ferro a forma quasi di mezza luna conficcato nel terreno, di solito   vicino agli   usci per staccare la terra dalle suole delle scarpe.
La mose: madia o piccola cassa rialzata con piedini dentro la quale si impastava il pane.
- La radimose: raschietto per pulire la madia dove si impastava il pane.
- Lu cuncare: posto dove poggia la conca.
- Lu picaune: pulcino di tacchino.
- La treufele: bottiglia panciuta di terracotta.
- Lu striccefocce: liquido che si ottiene gettando dell'acqua sull'uva pigiata.
- Lu cajaune: grosso cesto per trasportare il fieno.
- La ciuvire: cesto a quattro manici per trasportare il letame in due persone.
- Lu careufe: muso del maiale.
- La ciarfaulle: la nuca.
- La triache: medicina amara che allevia il mal di pancia.
- La bobbele: il fango.
- Li paciucchele: scarpe con suole di legno.
- Lu ritrabbele: tavoletta applicata ad un bastone per ammucchiare grano o altro.
- Lu cufijaune: uomo o donna grassi e deformi.
- Lu fiumminante: il fiammifero.
- Lu jauve: il giogo.
- La pattuvelle: stecca di legno che insieme forma un collare mobile per animali da tiro.
- Lu cauve: bastone ricurvo.
- Lu sdjune: la prima colazione.
- Lu muccicolle: lo spuntino.
- Lu rimpizze: la merenda.
- Tra limbre e lambre: all'alba.
- Lu zarzele: lo straccio sporco.
- Lu zarzalause: persona che veste male, disordinato, zozzone.
- Lu bblabblascione: persona grande e stupida.
- Lu varvarole: l'orzaiolo.
- Lu civommeche: persona ottusa ma anche bozzo, rigonfiamento.
- La patalocche: donna bassa, robusta con andatura lenta e pesante.
- La tiritoppele: donna bassa e robusta ma vivace e scattante.
- Lu tirtaure: bastone a forma di manganello.
- Li faricelle: neve a palline piccole e dure.
- La sfriscelle: fiscella, cestino di giunchi per fare il formaggio.
- La cicagne: colpo di sonno.
- Lu ciomme: la gobba.
- Li vriccichire: i brividi.
- Lu stammaucche: pezzo di stelo di granturco, girasole o canna.
- Lu zozele: escremento.
- Lu cacchie: il pollone, germoglio.
- La jorze: fanghiglia.
- Lu capaddozie: il comandante.
- Lu strippilaune: pianta erbacea meno dura e meno pungente del cardo.
- La cuzzelle: sporcizia rinsecchita, stratificata.
- La suvatte: grossa cinghia di cuoio.
- La cotre: l'imbottita, trapunta o coltre.
- La fracchiata: polenta fatta con farina di cicerchia, ceci, piselli o fave macinati insieme.
- Lu tatasciore: verme peloso di colore scuro tra marrone e nero.
- Lu magnedurme: parassita dell'insalata.
- Lu papone: lo scarafaggio.
- Lu scindaune: persona sciatta.
- Lu muscione: animaletto come un piccolo gambero di colore rossiccio che vive sugli   alberi?
- Lu mmarfele: muco del naso.
- La rasce: la forfora.
- Lu guarnelle: la gonnina.
- La zazole: cibo preparato con pane raffermo, latticello e la ricotta che resta sul fondo del   paiolo   dopo la lavorazione del formaggio.
- Lu rippaune: mucchio di fieno o di paglia.
- La sbarrelle: saliscendi per chiudere la porta anche dal di fuori tirando una cordicella   applicata ad   una piccola sbarra.
- La pichire: sughetto con pane sbriciolato.
- Lu fillacchie: il fico fiore.
- Lu rapilaune: fico primaticcio piuttosto molle.
- La cavicchie: perno.
- Lu catorce: persona poco intelligente.
- Lu piloteche: persona esigente.
- Lu struzzachine: piccola bacca del biancospino.
- Li scupinire: gli zampognari.
- L'afflissìjaune: il raffreddore.
- Lu cionce: lo straccio.
- Lu vinnile: l'arcolaio.
- La cialandre: calandra, ossia telaio di legno su cui è applicata una ruota azionata da un   pedale per   arrotare le lame.
- Lu pizinotte: padella con piedi piuttosto alti per cucinare nel camino.
- Lu zaiocche: il grumo.
- Lu talloppe: pallottola di terra bagnata.
- La talloppe: palla di neve.
- Lu sgaiozze: palline di pastella fritta.
- La rogne: la tarma.
- La pottele: la sfoglia.
- Lu cacarozze: escremento di pecora, capra, asino, mulo ecc.
- La limmelle: la pillola.
- La truve: la spola.
- La vlatte: bacchetta piuttosto grande che va assottigliandosi verso la punta diventando   alquanto   flessibile. Si ottiene da un ramo epurato dai ramoscelli laterali.
- Li vlattunate: colpi di vlatta.
- Lu cannarozze: il pomo di adamo ma anche la gola in generale.
- La currivele: la gara, il capriccio.
- La sfirritore: una corrente d'aria fredda, uno spiffero.
- Lu cuccurome: il collo della bottiglia.
- Lu papille: lo stoppino.
- La vrisce: bacchetta sottile e flessibile.
- Lu vocce: il becco (maschio della capra).
- La crisommele: l'albicocca.
- Lu 'nglotte: il sorso.
- Lu rabbotte: il rospo.
- La furje: la fretta.
- La cianche: il ramoscello.
- Li ciarcille: i bargigli.
- Lu sdizone: un pezzo di ramo o tronco.
- Lu mizzone: mozzicone di sigaretta.
- Li zeze: coccole.
- Lu pirdisene: prezzemolo.
- Lu sisémbre: mentuccia.
- La mantenghe: grembiule.
- Lu zocche: acino, chicco, drupa (es. lu zocche d'uve, di live, di grane).
- Lu pipogne: il capezzolo.
- La papocchie: la bugia.
- Lu majocche: cilindro di legno con manico per battere qualcosa.
- Lu sclocche: rumore, tonfo, schiocco.
- Lu schioffe: l'urto contro qualcosa (es. ha fatte nu schioffe 'mbacci'a lu mure = ha   sbattuto contro   il   muro).
- Lu cacciaune: cucciolo di cane.
- Lu mmandime: coperta, copertura.
- Lu piccicuje: picciolo.
- La varvazzole: bavaglino.
- La ranijile: muschio.
- Lu sillustre: lampo.
- La ficiotele: un uccellino.
- La scupine: trombetta.
- La cipicchie: colpo di sonno.
- Li rivelle: i nervi.
- Lu vitorne: folata di vento improvvisa.
- Li mmale ssattime: le malefatte.
- Li ristuppele: le stoppie.
- Lu macchione: cespo di rovi.
- La cuticce: terreno incolto.
- Lu cciattè: lucciola.
- La sciolde: diarrea.
- La musciuline: moine.
- La vove: foruncolo.
- La zarlenghe: l'angolo di un fazzoletto o di una tovaglia.
- La pambuje: ramoscello con foglie secche.
- La sciuscelle: carruba.
- La ferze: striscia (di stoffa o altro: es. na ferze di linzole, na ferze di pipintone).
- Lu lappe: orlo.
- Lu cariule: contenitore di legno con fondo apribile da legare al basto di asini e muli per    trasportare   sabbia, grano ecc.
- La varde: barda, sella senza staffe.
- Lu mirricine: mucchio di pietre.
- La cianche: gamba.
- La caiorne: donna fatta male fisicamente (da cairn: cumulo di pietre).
- Mudianne: due anni fa.
- Lu straccapiazze: fannullone.
- Lu zuzurole: recipiente piccolo e profondo.
- Lu ciafricone: persona sbadata e poco precisa.
- Li arzamelle: esofago e trachea.
- Lu sciore: il nonno.
- Lu sfirnelle: lo schizzo.
- Li spinnelle: dolori intercostali.
- La zenne: la cocca, l'angolo di un panno.
- La rimbrine: la merenda.
- La magn uscije: il prurito.
- A scaricarelle: in bilico.
- La patelle: la scapola.
- La crillarecce: lo scricchiolio.
- Lu gragnelle: l'artiglio.
- La mucciuchire: prurito.
- Lu stuppazze: groviglio stopposo.
- Lu scardozze: il cartoccio.
- Alla manù: a quella maniera.
- A ssa manù: a codesta maniera.
- La pitriate: fitto lancio di pietre.
- La tumbire: pioggia abbondante.
- Li gniline: le gengive.
- Li ciavaroje: erbe secche, rametti.
- Li gnagnere: le fisime.
- La schiofe: lo spicchio.
- Li 'ngiangere: smancerie.
- La sfirritore: spiffero, corrente d'aria fredda.
- Lu 'ndiriclisme: il clistere.
- Li finicille: vermiciattoli bianchi minuscoli che si formano negli alimenti secchi.

La nov

Verbi, aggettivi e avverbi.


- Sbulacchià: svolazzare.
- Mindà: buttare
- Stuccà: spezzare (ad esempio di filo o corda)
- Ammarullà: amalgamare, arrotolare
- Arciucilijà: sistemare alla meglio
- 'Ncagnarsi: arrabbiarsi
- 'Mbonne: bagnare
- Cappelà: afferrare
- Abbravà: richiamare, sgridare.
- Sumijà: annusare.
- Carià: trasportare
- Tuzzulà o tuppulà: bussare
- 'Nzizà: istigare, aizzare
- Cianghijà: camminare claudicando
- Nziccà: conficcare.
- Scutulà: scuotere.
- Azzaraccarse: arrampicarsi.
- Attammentà: guardare.
- Abbìjà: cominciare.
- Ardiuajà: rimediare.
- Arzilà: mettere a posto, conservare.
- Addusulà: ascoltare.
- Appilliccià: azzuffarsi.
- Sciutriarse: rotolarsi nello sporco (nel fango).
- Turnijà: girare intorno
- 'Ncucularse: accoccolarsi
- Arjogne: tornare
- Ala: sbadigliare
- Acciuccà: curvarsi, accovacciarsi.
- Cummannà: comandare.
- Vruccarse: avventarsi su qualcosa (es. cibo) oppure contro qualcuno.
- Allanganì: illanguidire oppure sgolarsi.
- Abbuccà: versare.
- Affìarà: bruciacchiare.
- Jitticarse: trasalire di paura.
- Arsidijà: mettere in ordine.
- Assulì: terminare.
- Arblattà: ribaltare, ripiegare.
- Applaccà: spiaccicare.
- Cafullà: soffocare.
- Scalmarsi: sfogarsi.
- 'Mbujarse: fermarsi.
- C’(i) ajjà: ci sta bene, ci dice.
- Sci aura sorde: sia l'aria sorda, non senta nessuno, non sia mai.
- Fa a talluppate: giocare a palle di neve.
- Arbilà: ricoprire.
- Assimà: togliere, diminuire.
- Annazzicà: cullare.
- Affuculà: mettere vicino al fuoco la legna bagnata o verde per farla asciugare o essiccare.
- Sirrà: chiudere.
- Scluccà: sbattere, picchiare.
- Appingararsi: aggrapparsi.
- Ammizzà: avvezzare, abituare.
- Quarchià: vantarsi, farsi grande, millantare.
- Fa' li zeze: fare le coccole.
- Nnizzilà: prendere la mira.
- Arzicucchilijà: arzigogolare.
- Arbidicchià: riavvolgere.
- Scutulà: scuotere.
- Vuscicà: rimestare, girare, mescolare.
- Ciaulijà: parlottare.
- Mummilijà: mugugnare.
- Zurlà: giocare.
- Struje: sciogliere.
- Grugnilijà: mugugnare.
- Arponne: mettere da parte, riporre.
- Zzaccunà: battere, stritolare (es. zaccunà lu line = battere il lino)
- 'Mbapucchià: ingannare, raggirare.
- Sfruscià: spendere, sperperare.
- Gnurjà: sgridare, rimproverare.
- Scarvuscià: scavare, rimestare (per lo più alla ricerca di qualcosa).
- Arrignicà: digrignare.
- Arguzzà: guardare, osservare gustando (si dice quando si guarda qualcosa di cui si gode,   una   scenetta divertente. È verbo riflessivo: mi so' Arguzzate, s'ha Arguzzate).
- Allunnarse: agitarsi, oscillare (es. un albero o le canne al vento).
- Vuticà: rovesciare, rivoltare.
- Scarfillà: graffiare.
- Prubbalì: garantire.
- Vè pete: avere pietà.        
- Sciutriàrse: rotolarsi nello sporco
- Scillichijà: sbattere le ali
- Spriscià: spremere
- Scascì: evitare
- Sbalanzà: scagliare lontano
- Sfrajà: schiacciare
- Sfranicà: sbriciolare
- Strafunnà: sprofondare
- Cirrijà: scuotere con violenza
- Curcià: accorciare arrotolando
- Vruccarese: avventarsi
- Attammendà: guardare
- Addunarse: accorgersi
- Accimindà: infastidire
- Jogne: giungere
- Fragne: frangere, rompere
- Abbuccà: versare
- Afficcarse: calmarsi, fermarsi
- Scillicchià: sgranare i legumi
- Allanganite: assetato, disidratato
- 'Ngiambate: intrecciato, occupato
- Sciambe: vuoto, libero
- Armullicinite: rammorbidito
- Ciaffe: affetto da prognatismo
- Sculvirate: spensierato
- 'Nciufrite: arrabbiato
- Furastiche: selvatico
- Sciurricchiate: spettinato
- 'Ngiunghite: persona dalle mani rattrappite
- 'Ndrambite: persona dalle gambe malferme
- Sblasciune: obliquo
- Scappaticce: arrivato per caso
- 'Mpapite: rimbambito
- Scontrafatte: goffo
- 'Nzipinite: rachitico
- Scummandate: scoperto
- Sdijoliche: Persona difficile da accontentare ma anche schizzinosa.
- 'Mbujune: fermo.
- Mope: silenzioso, tranquillo.
- Ammusciullite: appassito.
- Miniciolle: morbido
- Arposte: conservato, riposto.
- Ssillamate: franato.
- Gnilite: gelato, raffreddato.
- Annulite: annoiato.
- Annucciulite: rachitico.
- Ammalupite: malaticcio.
- Sgueze: obliquo, storto (es. occhio sgueze: occhio storto, strabico).
- Arbingate: ripiegato su se stesso.
- Sghidijate: sagomato (di abito o giacca).
- Maulone: ruffiano.
- Salabracche: stupido.
- Sciamardite: svampito.
- 'Ncippunito: intirizzito (dal freddo).
- Pilline: miope.
- Sciotte: pulito, bianco.
- Appandusciate: chi ha la tosse, la bronchite.
- Gnittichite: intimorito.
- Manijocchele: maneggevole.
- Zillose: persona appiccicosa, permalosa, pignola in maniera fastidiosa
- Arrignichite: rinsecchito
- Arriccichite: rugoso, aggrinzito, stropicciato
- Sfistiche: sofista, cavilloso
- Raspajose: ruvido
- Smacidite: pallido
- Scridibbele: scettico, che non crede
- Famacciute: di buon appetito
- Sbadarate: aperto, spalancato
- Ammusciullite: appassito, rammollito.
- Scincicate: sparpagliato, disordinato, anche spettinato.
- Zurlarelle: giocherellone.
- Sfruscione: spendaccione.
- Pintilicchiate o pinticchiate: variopinto, maculato in modo irregolare  (si dice di persona   con le   lentiggini o di animali es. cane dalmata).
- 'Ngarrate: stretto.
- Zompre: dispari.
- Sbrisce: di persona o animale che viaggia senza carico.
- Bildeule: che schifo (esclamazione)
- 'Ncuculune: accoccolato
- 'Ncilinzie: a mente vigile, non ubriaco.
- 'Ndrummindre: nel frattempo.
- Gna: come (es. gna si fa? Come si fa?).
- Probbie: proprio.
- Singhe: forse.
- Lebbe lebbe: leggermente, in maniera lieve.
- Nalla mmirlite: al crepuscolo.
- Nu ccone: un poco.

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